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Le verità nascoste da Auditel

23/06/2010

Sedersi davanti al televisore è l’attività più comune dell’italiano medio. Oggi si impara prima a camminare, poi a parlare e subito dopo ad usare il telecomando. Un italiano probabilmente cambia canale ancora prima di parlare. Ed è forse questa tendenza a “fare” senza “esporsi”, a perpetuare un meccanismo senza giudicarlo, che permette a strumenti obsoleti di rimanere in auge in un sistema già di per sé eccessivamente contaminato dalla banalità, dalla rozzezza, dall’incapacità di rinnovarsi e, contestualmente, di rinnovare.

In Italia ci sono circa 60 milioni di persone. Amanti delle cose buone, “di gusto”… Eppure in tv è proprio il buon gusto a mancare. E il motivo è molto più semplice di quel che si crede: il buon gusto non vende. E un buon venditore che si rispetti non vende il prodotto “giusto”… “vende”, punto.

Questo venditore della televisione italiana ha un nome noto, che non serve pronunciare perché, sfortunatamente, è già conosciuto alla perfezione. Questo “Innominato televisivo” in realtà nasce come metro delle preferenze del pubblico… e da metro si è ben presto trasformato in termometro… e da termometro a febbre della televisione italiana il passo è stato breve. Una febbre contagiosa, capace di superare i confini televisivi ed insinuarsi all’interno di alcuni percorsi accademici, che si interessano al meccanismo dello share (www.fantauditel.com).

Auditel, il vero morbo della tv del Bel Paese, è uno chef retrogrado che ogni giorno cucina una torta per tutti, ma che a tutti non piace. Un dolce composto di 6 reti “forti”, un bouquet terrestre ed un pizzico di satellite. Gradito sicuramente da 5.163 famiglie, opportunamente selezionate perché quella Torta “piaccia”, in modo da consentire, il giorno dopo alle 10 del mattino, di leggere su un tabulato che quella Torta sia appetibile, per esempio, per tre di quelle famiglie. A questo punto l’operazione è semplice, l’abbiamo imparata tutti in seconda elementare: si prendono quelle tre famiglie, si moltiplicano per 150.000 gruppi “simili”, e il risultato è che circa l’8% della popolazione italiana quel prodotto, così come è stato confezionato, lo adora, magari senza nemmeno averlo assaggiato.

Questo è Auditel. Per molti un campione rappresentativo. Per me una semplice convenzione.

Sulla rappresentatività del campione potrei stare delle ore a discutere. Ma francamente non mi va. Già il fatto che stia puntando il dito contro un colpevole che usa sempre gli stessi alibi per difendersi mi fa sentire come un guerriero che morirà sapendo di avere ragione, ma al quale tale ragione non verrà mai riconosciuta. Certo, che il campione sia rappresentativo non si discute. Il problema è “chi” rappresenta. La popolazione italiana? Davvero?! Volete veramente farmi credere che l’Italia è piena di aspiranti concorrenti del Grande Fratello? Di bionde incapaci di mettere in fila un soggetto un verbo e un complemento? O di geni che preferiscono essere definiti Secchioni piuttosto che contribuire allo sviluppo dei campi della scienza più affascinanti come la fisica e la genetica? No… mi rifiuto di crederlo. Se questo campione è “rappresentativo” ciò che rappresenta è solo l’inserzionista. Colui che è disposto a pagare fior di migliaia di euro per vedere il proprio spot alle 21.20, per il quale si crea un programma ad hoc che porti il suo consumatore ad essere seduto davanti alla tv a quell’ora. Un consumatore che l’Auditel trasforma in spettatore medio e inserisce nel proprio campione definendolo “rappresentativo”.

Oggi l’Auditel è un test. “Prova” i personaggi. “Sperimenta” i palinsesti. “Analizza” la percezione di specifici programmi.

L’Auditel è un test… e noi siamo le cavie.

Ogni tanto qualche “topolino bianco” scappa dal labirinto, e racconta la sua esperienza, come quella donna che qualche mese fa evidenziò in un’intervista rilasciata alla Comaschi per “La Stampa” i meccanismi poco fluidi del sistema. La signora in questione sottolineò come fosse facile “barare”, come bastasse accendere la televisione, inserire il proprio codice e poi uscire per diventare rappresentativi di circa 100.000 donne simili a lei. Beh, forse nessuno se ne ricorda semplicemente perché la notizia è passata in sordina, come tutte le notizie “vere” che si rispettino. Ma d’altra parte questa povera signora aveva fatto parte del campione Auditel solo per qualcosa come 15 anni, che cosa poteva saperne… 

E’ probabile che Auditel rappresenti circa 5.000 “campioni”, dicerto nn esprime la complessità di un pubblico e le sue innumerevoli sfaccettature. Un sistema utilizzato per dettare legge, decidere programmi, per chi mi vorrebbe vendere un’auto, una cucina, una dentiera, etc. E come diceva un Beale più noto: se volete la verità non cercatela in televisione!

5 commenti Lascia un →
  1. Gianluca permalink
    23/06/2010 5:09 pm

    Ma non ti rendi conto di quanto sei ridicolo. Ma non hai niente da fare?
    ma che c’entra la fisica, la genetica…ma non stavi parlando di televisione. secondo me da piccolo sei stato troppo sui libri e poco in mezzo alla strada. l’Auditel fa parte della televisione come il DNA della genetica. la faresti studiare la genetica senza il DNA? non penso che sarebbe la stessa cosa, così come non sarebbe la stessa cosa la televisione senza l’auditel. misurare l’andamento dei programmi è l’unica maniera che esiste per mantenere in vita la televisione. magari all’inizio non ce n’era bisogno perchè le reti erano poche e i programmi anche. ma con la proliferazione delle rei generaliste e la moltiplicazione esponenziale dei contenuti si è reso necessario e adesso dovremmo tutti ringraziare che esiste un termometro che ci permette di navigare in questo mare.
    ripeto caro mio che forse avresti dovuto leggere qualche libro di meno….magari adesso il cervello non ce lo avresti completamente fritto….
    HASTA LA COMUNICAZIONE SIEMPRE

  2. Marco Bocci permalink
    24/06/2010 9:03 am

    E fattele due risate… lamentati di meno e divertiti di più… sempre a cercare il marcio, a guardare quello che c’è sotto… il male… il marcio… BASTA!

    Alcune cose nella vita sono quello che sono… e funzionano perfettamente…

    Tieni, caro Chance “Tristezza” Beale… sorridi un po’…

  3. Sofia permalink
    27/06/2010 2:29 pm

    A chiunque abbia girato questo video: grande!!!! Un Mourinho così non si era mai visto…

  4. Marco Biondi permalink
    27/06/2010 6:43 pm

    “…..Dai Balotelli Balotelli…..” mitico marcolinoooooooo.
    mi sa tanto che le verità che ti nasconde l’auditel faresti meglio ad andartele a cercare altrove. E guardala un pò di televisione ogni tanto invece di distruggerla sempre. Sono sicuro che non riusciresti ad indovinare nemmeno lo share del messaggio di Napolitano del 31 dicembre….

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  1. Un piccolo gioco per voi… un degrado abnorme per la televisione! « Chance Blog

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